GESTIONE DELL'ATTIVITÀ

Partita IVA procacciatori d’affari: quanto costa e come aprirla

 

Il procacciatore d’affari è una di quelle attività in grado di fornire grandi soddisfazioni sia economiche che professionali, ma per esserlo è necessario avere la partita IVA.

Prima di diventare però a tutti gli effetti un procacciatore d’affari, ti consiglio di prestare molta attenzione perché è fondamentale conoscere tutte le informazioni legate all’apertura e alla gestione della partita IVA se vuoi avere successo con la tua nuova attività.

Una delle paure più comuni quando si pensa all’apertura della P.IVA sono le tasse da pagare. Ti spaventano? Se si, allora sei nel posto giusto!

In quest’articolo vedremo quanto è facile oggi giorno l’apertura di una p.iva e tutte le agevolazioni per questa specifica attività, che ti permetteranno di guadagnare in tutta serenità minimizzando le tasse.

Partita IVA agevolata in regime forfettario, cos’è?

E’ quello che fa per te! Questa tipologia di p.iva chiamata anche regime forfettario è il modo più conveniente e sicuro per diventare da subito procacciatori d’affari. E’ dedicato alle Partite IVA con reddito non superiore a 65.000 euro, e permette di avere molti interessanti vantaggi tra cui:

– L’esenzione IVA

– Contabilità semplificata: prevede la non registrazione delle fatture, ma soltanto la numerazione e conservazione

– Esonero da Isa ed esterometro

– Esonero da fatturazione elettronica e uso della firma digitale

L’esonero dall’obbligo di adempiere a tutte queste attività, ti permetterà di risparmiare notevolmente in tassazione e costi legati alla tua attività, ma non è tutto!

La caratteristica principale del regime forfettario, che lo rende così vantaggioso, è la tassazione agevolata. SI tratta di un’unica imposta sostitutiva che va del 5% per i primi cinque anni, per chi possiede i requisiti per l’aliquota start-up) o al 15% (a partire dal sesto anno) sul reddito imponibile, che consiste nel fatturato annuo lordo, meno una percentuale forfettaria per le spese che nel nostro caso è pari al 38%.

Chi può usufruire dell’agevolazione forfettaria

Possono accedere al regime forfettario tutte le persone fisiche che esercitino un’attività d’impresa, di arte o professione. Ti starai chiedendo che significa questo vero? 

E’ molto semplice: per godere delle agevolazioni non devi possedere quote di partecipazione a società o associazioni (anche di stampo familiare), che si trovano a capo di S.r.l. o che collaborano in via prevalente con le stesse aziende con le quali, nei tre anni precedenti, erano intercorsi rapporti di lavoro dipendente.

Imposte e i contributi previdenziali: quali ed in che misura

Come procacciatore d’affari, la gestione commercianti INPS prevede che vengano versati contributi sia fissi che variabili, vediamoli:

– Contributi minimi: 3.900 € su circa 15.458€.
– Contributi a percentuale: con aliquota variabile in base all’età sulla quota di reddito eccedente

Per calcolare i contributi Inps, dovrai far riferimento al Reddito imponibile. Il reddito imponibile è la base sulla quale si calcolano imposte e contributi da versare. Nel Regime Forfettario, il reddito imponibile si ottiene dall’applicazione del coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti. E’ sul reddito imponibile così ottenuto che si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi.

Quanto mi costerà quindi aprire la partita IVA?

I costi per l’apertura della Partita IVA sono relativamente bassi e variano dai 500€ a massimo 900€ in base allo studio professionale a cui ci si appoggia.

A questi costi, dobbiamo tenere in considerazione che al compimento del primo anno di attività dovremmo corrispondere le imposte che sono pari al 15% o al 5% del reddito imponibile (fatturato lordo – 38% di spese) e versare contributi pari a circa 3.600€ (circa su 15.458 euro) + percentuale variabile.

Far parte della Gestione forfettaria comporta molti vantaggi: a differenza delle attività iscritte agli albi professionali che devono versare una quota specifica di contributi previdenziali ogni anno, coloro che rientrano nella Gestione forfettaria devono versare una percentuale del loro fatturato.

Il vantaggio consiste nel fatto che nel caso un’attività generi utili bassi nell’esercizio, la quota da versare in contributi si riduce fino ad annullarsi in caso di assenza di ricavi o chiusura in perdita.

 

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